La volta in cui il nonno Vincenzo partì per Milano con una valigia di cartone e mezza forma di pecorino
Era il 1951 e il nonno Vincenzo partiva da Catania per Milano con tutto ciò che entrava in una valigia di cartone. Aveva diciannove anni e un posto in terza classe sul «treno del sole».
Ma c'era un dettaglio: il Comandante, il pappagallo di famiglia, aveva passato vent'anni in cucina a ripetere bestemmie in tre lingue.
La bisnonna Rosalia non poteva lasciarlo. Così fece quello che farebbe qualsiasi nonna ragionevole: lo infilò nella tasca interna del cappotto di Vincenzo, gli diede mezza galletta inzuppata nel vino per farlo addormentare, e una forma di pecorino «per non avere fame al Nord».
Il Comandante dormì fino a Roma, esattamente il momento in cui decise di recitare tutto il suo repertorio, proprio mentre passava il controllore. Vincenzo disse: «È l'altoparlante del treno, signore.» Il controllore non rise.
Il Comandante visse altri quattordici anni a Milano. Imparò a dire «nebbia», ma non smise mai di bestemmiare in siciliano.
Comentarios (3)
Il Comandante! Mia madre giurava che capisse il cinese meglio di lei.
Ho sempre pensato che questa storia fosse inventata. Esigo le prove.
@Andrea esiste una foto del 1962 con lui sulla spalla del nonno. La carico oggi pomeriggio.